La collezione Primavera/Estate 2026 di Max Mara Eyewear racconta un’evoluzione naturale dell’identità del brand, affermando una visione dell’eleganza radicata nel dialogo tra arte, bellezza e femminilità.
Il design è al centro del progetto. Ogni scelta formale nasce dall’intenzione di elevare l’esperienza estetica e funzionale dell’occhiale attraverso la misura e la sensibilità che contraddistinguono il brand.
Un’elegante suggestione anni Settanta in stile “Malibu” attraversa la collezione con silhouette over, strutture dalle geometrie raffinate e proporzioni armoniche. Espressione di una femminilità colta e libera.
Nei modelli da sole, i frontali in acetato sono bold e arrotondati e accolgono il metallo delle aste come elemento strutturale e decorativo che spezza la continuità del design, creando punti luce preziosi e attraenti. I modelli da vista riprendono volumi ampi e proporzioni ispirate al passato, reinterpretandole con leggerezza contemporanea.
Le montature trasformano l’energia dell’eclettica Lee Miller in occhiali che esprimono carattere, indipendenza e determinazione, bilanciando spirito fashion ed eleganza.
In parallelo, il dialogo con l’architettura di Eileen Gray emerge nelle cerniere e nelle aste tubolari, trattate come elementi scultorei, essenziali e luminosi, proposti come novità di collezione in due dimensioni: più piccoli e sottili nei modelli da vista, più voluminosi e scenografici negli occhiali da sole.
Anche l’iconico Maxim è presente nella versione Ghost, in cui appare integrato nel ponte con una fresatura che lo incide nella materia, rendendolo una presenza discreta che esprime una raffinatezza silenziosa.
La collezione celebra anche il ritorno di due grandi icone Max Mara: il monogramma M, semplificato e attualizzato, firma le aste come inserto in metallo che richiama l’heritage del brand. L’inconfondibile modello Elsa è presentato in nuove colorazioni: una riedizione che si inserisce nelle celebrazioni del 75° anniversario del brand con uno stile senza tempo, che attraversa le epoche mantenendo intatta la propria forza espressiva.